L’uso della voce attraverso il metodo di KRISTIN LINKLATER: Anatomia del sistema vocale (PRIMA LEZIONE)
-
Come promesso, iniziamo questo viaggio nell’esposizione dello straordinario lavoro di KRISTIN LINKLATER, consultando passo passo il suo libro LA VOCE NATURALE . Come prima cosa, dobbiamo essere estremamente cauti ed onesti, in quanto questo testo è un’opera monumentale, ricca, precisa, uno di quei libri che non possiamo riassumere con qualche piccolo articolo di un blog, perciò la prima cosa che vi consiglio è di acquistarlo e gustarvelo assieme a tutti gli esercizi riportati.
M’impegnerò al massimo nell’offrirvi le mie personali considerazioni e nel tentare di riassumere il più possibile l’iter didattico proposto dal libro, tuttavia la potenza immaginifica degli esercizi, del linguaggio, la varietà delle argomentazioni, richiedono uno studio talmente profondo da costringervi a viverlo in prima persona, e sono sicuro che prima o poi lo farete.
In questa prima lezione voglio parlarvi di cos’è la voce per la Linklater, dei suoi pensieri profondi, delle impressioni maturare in tanti anni d’insegnamento, insomma esplorare il mondo concettuale e le teorie di base sulla quale sono edificate tutte le argomentazioni del suo libro.
Il primo passo è quello di una piccola esposizione di alcuni concetti di fisiologia della voce, questo perchè credo sia fondamentale una conoscenza base dell’anatomia dello strumento voce.
in Anatomy and Physiology of the Voice and Choral Pedagogy (Anatomia e fisiologia della voce e pedagogia del canto), scrive il dottor Robert Stataloff:
La voce umana è qualcosa di ragguardevole, complesso e delicato. É in grado di comunicare non solo sofisticati concetti intellettuali ma anche sottili sfumature emotive. Ma se l’unicità e la bellezza della voce umana sono state apprezzate per secoli, la scienza medica ha cominciato a capire il funzionamento e la cura della voce solo a partire dalla fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta del Novecento. Per quanto non sia necessario possedere dettagliate informazioni scientifiche di anatomia e fisiologia per cantare [parlare] in modo salutare, un minimo di comprensione basilare delle strutture e delle funzioni può essere utile…
Vediamo le risposte che KRISTIN offre ad alcuni quesiti ricorrenti.
Che cose la Laringe?
La laringe (scatola di voce) è essenziale alla normale emissione della voce, ma l’anatomia della voce non si limita alla laringe. Il meccanismo vocale comprende: la muscolatura addominale, la muscolatura della schiena, la cassa toracica, i polmoni e la faringe, il cavo orale e il naso. Ciascuna di questi componenti ha un’importante funzione nell’emissione vocale. È tuttavia possibile emettere la voce anche senza laringe (per esempio in quei pazienti che hanno subito una laringectomia [asportazione della laringe] a causa di un cancro). E ogni parte del corpo ha virtualmente un qualche ruolo nell’emissione vocale, tanto da poter essere la causa di una qualche disfunzione della voce. Per quanto possa sembrare poco inerente, persino la distorsione di una caviglia, alterando la postura del corpo, può momentaneamente compromettere l’efficacia del funzionamento della muscolatura addominale e dunque essere causa di una voce inefficiente, debole o roca.La laringe si compone di quattro unità anatomiche base: scheletro, muscoli intrinseci, muscoli estrinseci e mucosa.
Le parti più importanti dello scheletro laringeo sono la cartilagine della tiroide, la cartilagine della cricoide e due cartilagini aritenoidi.
Uno dei muscoli intrinseci, il muscolo vocalis (parte del muscolo tiroaritenoideo) si estende da entrambi i lati dalla cartilagine aritenoidea, all’interno della cartilagine della tiroide appena al di sotto e dietro il “pomo d’Adamo”, formando il corpo delle pliche vocali (comunemente dette corde vocali). Le corde vocali agiscono da oscillatore o fonte di voce (fanno rumore) del tratto vocale. Lo spazio tra le corde vocali è chiamato glottide ed è utilizzato come punto di riferimento anatomico. I muscoli intrinseci alterano la posizione, la forma e la tensione delle corde vocali, avvicinandole (adduzione) o separandole (abduzione) o estendendole accrescendo la tensione longitudinale. Questo è possibile perché le cartilagini laringee sono connesse da delicati legamenti che possono modificarne la loro angolazione relativa e distanza, permettendo così alterazioni nella forma e nella tensione dei tessuti sospesi tra loro. Le aritenoidi sono anche capaci di dondolare, ruotare e slittare, il che permette la complessa mobilità delle corde vocali e l’alterazione nella forma del margine della corda vocale.
Tutti i muscoli, tranne uno, a ciascun lato della laringe sono innervati da uno dei due nervi laringei ricorrenti … Questa struttura si espande per un lungo tratto dal collo fin giù nel petto e poi di nuovo in su fino alla laringe (per questo è nominata “ricorrente”)… Il rimanente muscolo (muscolo cricotiroideo) è innervato dal nervo laringeo superiore da entrambi i lati… Produce accrescimenti della tensione longitudinale importanti per il volume e il controllo dell’altezza. Le “false corde vocali” sono situate al di sopra delle corde vocali; a differenza di quelle vere, queste non entrano in contano nel corso di un parlare o cantare normale.
Anatomia del sistema vibratorio
FONTE: http://www.maurouberti.it/ama/11.3.generazione.html
L’organo di chiusura della trachea, la laringe (Fig. 11.3.1), è costituito da uno scheletro di cartilagine, al quale sono inserite le corde vocali ed i muscoli ad esse necessari per svolgere le funzioni d’occlusione e di fonazione già dette. La laringe oltre ad essere sostenuta indirettamente dai m. addominali tramite gli organi interposti è come appesa alla mandibola e al cranio per mezzo dell’osso ioide (Figg. 11.3.1(a) e 11.3.2(c)), al quale è unita da una membrana e da legamenti. Quest’osso è fatto a ferro di cavallo e si può palpare al confine fra collo e mandibola. Costituisce l’impalcatura scheletrica della lingua, sospende la laringe e fa da intermediario fra questa, la mandibola e il cranio ai quali è appeso a sua volta con un sistema di muscoli.
Scheletro della laringe. A continuazione del canale tracheale si trova la cartilagine cricoide, che fa da base alle altre cartilagini della laringe, ha forma simile a quella di un anello con castone (Figg. 11.3.1(b)) e può essere palpata alla sommità della trachea come un corpo più grosso e consistente degli anelli tracheali. La parte corrispondente al castone è posta dorsalmente e, ovviamente, non è palpabile. Sul margine superiore del castone sono articolate due cartilagini pari, dette c. aritenoidi (Figg. 11.3.1(b) e 11.3.3), la cui forma è riconducibile a quella di una piramide triangolare. Esse dànno attacco agli estremi posteriori delle corde vocali nonché ai muscoli necessari alla loro manovra; questi impongono alle c. aritenoidi un movimento complesso di rotazione e traslazione (vedi paragrafo 11.3.2), che determina l’apertura e la chiusura delle corde vocali. Il rilievo sul collo chiamato “pomo d’Adamo” corrisponde alla cartilagine tiroide (Figg. 11.3.1(a) e (c), 11.3.2, 11.3.3, 11.3.4). Fatta a spartineve, questa è incernierata sulla c. cricoide per mezzo dei due corni inferiori (Fig. 11.3.1(c)). All’interno del diedro costituito dalle due lamine della c. tiroide s’inserisce l’estremo anteriore delle corde vocali (vedi oltre). I due corni superiori sono leve d’importanza fondamentale per la messa in tensione di queste ultime.

Fig. 11.3.1 (a) Visione d’insieme dello scheletro della laringe:
CA=Cartilagini aritenoidi, CC=c. cricoide, CT=c. tiroide, CST=corni superiori della c. tiroide, CV=corde vocali, OI=osso ioide. (b) Cartilagine cricoide e cc. Aritenoidi. (c) Cartilagine cricoide e c. tiroide. CIT=corni inferiori della c. tiroide; LCT=lamine della c. tiroide
Muscoli intrinseci della laringe. Sono quelli i cui estremi s’inseriscono alle cartilagini della laringe e soltanto a queste:
- Corde vocali. Le c. vocali – immagine retorica usata da Antoine Ferrein nel 1741 per descrivere il comportamento vibratorio delle pieghe o labbri vocali e rimasta nell’uso – sono due strutture muscolari, a sezione triangolare, tese fra le c. aritenoidi e la c. tiroide (Fig. 11.3.1(a), 11.3.2(a), 11.3.3 e 11.3.4). Possono chiudere il canale respiratorio in modo riconducibile a quello delle labbra. Lo spazio tra le c. vocali si chiama rima della glottide o semplicemente glottide. Per semplicità, della loro struttura sono rappresentati nelle figure soltanto il muscolo vocale (Fig. 11.3.2(a)), che ne costituisce la parte attiva o il legamento vocale (Fig. 11.3.3), che ne rappresenta bene il margine vibrante;
- Muscoli adduttori e abduttori delle c. aritenoidi. Sono due gruppi di muscoli (non rappresentati in figura) fra loro antagonisti, posti nella parte posteriore della l., il cui compito è quello di ruotare le c. aritenoidi agendo sul loro processo muscolare come su di una leva. I m. adduttori ruotano le c. aritenoidi facendo avvicinare le corde vocali e ponendole in tensione; i m. abduttori ne provocano l’apertura e il rilassamento;
- Muscoli cricotiroidei. I due m. cricotiroidei (Fig. 11.3.2(b)) contribuiscono ad inclinare in avanti la c. tiroide nel cosiddetto “passaggio” al registro superiore.

Fig. 11.3.2 (a) Visione superiore della laringe; (b) Visione laterale della laringe; (c) Alcuni dei muscoli estrinseci della laringe.
C=clavicola; CA=cartilagini aritenoidi, CC=c. cricoide, CT=c. tiroide, CV=corde vocali, M=mandibola, MCT=muscoli cricotiroidei, MDA=ventre anteriore del m. digastrico, MDP=v. posteriore del m. d., MIG=m. ioglosso, MMI=m. miloioideo, MSI=m. stiloioideo, MST=m. sternotiroideo, OI=osso ioide, S=sterno. T=trachea

Muscoli estrinseci della laringe. Sono quelli che con un estremo s’inseriscono alla laringe e con l’altro allo scheletro.
- Muscoli abbassatori dell’osso ioide e inclinatori della cartilagine tiroide. Sono i muscoli dello sbadiglio (in particolare i m. sternotiroidei, Fig. 11.3.2(c)) e, simulandolo, li si può palpare ai lati della trachea. Intervengono in modo determinante nelle tecniche vocali romantiche e veriste (vedi Tecniche vocali dotte). La loro azione si riflette anche sulla base della lingua con effetti d’ordine fonetico.
- Muscoli elevatori dell’osso ioide. Sono un sistema di muscoli disposti come una grossolana raggiera, che vanno direttamente, o indirettamente tramite la mandibola, dall’o. ioide al cranio. Di conseguenza la l., la trachea e, tramite questa, i polmoni sono in equilibrio fra la sospensione al
- al cranio (Fig. 11.3.2(c)) e l’appoggio ai muscoli addominali tramite i visceri interposti.
Che succede al di sopra della laringe?
Il tratto vocale sopraglottico include la faringe, la lingua, il palato, il cavo orale, il naso e altre strutture. Insieme agiscono come risuonatore e sono ampiamente responsabili per la qualità vocale (o timbro) e il carattere percepito di tutti i suoni del parlato. Le corde vocali da sole producono solamente un “ronzio”. Nel corso di un training vocale per il canto, la recitazione o un parlare sano, avvengono dei mutamenti non solo nella laringe ma anche nel movimento dei muscoli, nel controllo e nella forma del tratto vocale sopraglottico.Che succede al di sotto della laringe?
Il tratto vocale infraglottico serve come fonte di potenza per la voce. Cantanti e attori si riferiscono all’intero complesso della fonte di potenza come al loro “appoggio” o “diaframma”. In verità, l’anatomia del sostegno alla fonazione è particolarmente complicata e non del tutto compresa, tanto che nell’utilizzare i termini diaframma e appoggio non sempre i performer vogliono dire la stessa cosa. È tuttavia un aspetto molto importante perché le deficienze del sostegno sono frequentemente responsabili del cattivo funzionamento della voce.
L’obiettivo del meccanismo di supporto è quello di generare una forza che dirige un controllato flusso d’aria tra le corde vocali. I muscoli della respirazione attivi lavorano in coordinamento con forze passive. I muscoli principali dell’inspirazione sono il diaframma (un muscolo a forma di cupola che si estende lungo la base della cassa toracica) e i muscoli intercostali esterni. Nella respirazione tranquilla, l’espirazione è ampiamente passiva…Le deficienze nel meccanismo di supporto risultano spesso in sforzi compensativi che utilizzano i muscoli della laringe, che invece non sono preposti a funzioni relative alla fonte di potenza…Come funziona l’insieme che costituisce una voce? Cosa hanno a che fare il cervello e i nervi con l’emissione vocale?
La fisiologia dell’emissione vocale è estremamente complessa. Il desiderio di emissione vocale origina nella corteccia cerebrale del cervello. Il comando di vocalizzazione coinvolge una complessa interazione tra centri del cervello adibiti al linguaggio e altre zone… L”idea della progettata vocalizzazione è trasmessa al giro precentrale nella corteccia motoria, che a sua volta trasmette un’altra serie di istruzioni ai nuclei motori del tronco cerebrale e della spina dorsale. Queste aree inviano i complicati messaggi necessari per l’attività coordinata di laringe, petto, muscolatura addominale, e gli articolatoti del tratto vocale. Un ulteriore rifinimento dell’attività motoria è prodotto dai sistemi nervosi extra-piramidale e autonomo. Questi impulsi si combinano per produrre un suono che viene trasmesso non solo alle orecchie di chi ascolta ma anche a quelle di chi parla o canta… Anche un riscontro tattile della gola e dei muscoli coinvolti nella fonazione aiuta la delicata messa a punto dell’emissione vocale, per quanto il meccanismo e il ruolo del riscontro nulle (la sensazione e il tocco) non sono ancora pienamente compresi.
Conclusioni
In questo primo post abbiamo approfondito l’anatomia dello strumento vocalico, nel prossimo articolo illustreremo invece la fenomenologia dell’emissione vibratoria, in sostanza, il meccanismo di produzione e diffusione della voce.
Vi ricordo le informazioni sul volume dal quale sono tratti questa serie di articoli
IL LIBRO: LA VOCE NATURALE
Immagini e pratiche per un uso efficace della voce e del linguaggioLeggere questo libro è stata una delle esperienze formative più importanti di tutto il mio percorso di studi sulla voce. Il canto non s’impara certo sui libri, eppure questo volume è davvero potente, ti entra dentro, è completo , comunicativo, istruttivo.Nei prossimi articoli vedremo lezione per lezione il percorso didattico proposto dalla Linklater e vi assicuro che scoprirete quanto potente ed eccezionale è la vostra voce.Andrea Diletti




I VOSTRI COMMENTI